venerdì 30 novembre 2012


Perché mi trovo ancora questi occhi seri?
Perché non ho parole, e non ho pensieri?
Avevamo detto basta ai desideri
e sei rimasta sola dentro i tuoi  misteri:
su quanto la tua vita ti faccia male
su in quanti piangeranno al tuo funerale

su come la tua amica ti abbia lasciata
e su come la tua pelle ora sia linciata.
Non hai mai detto basta, te ne sei stata
lì guardando in basso a terra come un'imbranata.
poi hai detto "adesso stop"
ma hai continuato
a pensare senza sosta al tuo passato.

Bambola, bambola dormi ancora
non pensare a quando arriverà l'aurora
non pensare che domani si va a scuola
la tua pelle è così dolce che uno s'innamora
ma adesso svegliati e guarda, guarda la tua ombra
non pensare a cosa è giusto ma a cosa s'incontra

E' così difficile sapere che
tu non possa più credere in me
è così difficile dirti che
a volte mi sento offuscata da te
non è così semplice, semplice, no
fermare alle grida di un robot
che svegliano incessante il tuo dolce dormire
e chiedono alle stelle di stare col sole.

Smettila di dirmi "devi mangiare"
se più tardi tanto vieni a gridare
che sono una figlia da sistemare
o non ti rispetto come io dovrei fare
come si può ancora, ancora sognare
se mi hai impedito sempre di volare
se  mi impedisci di dimostrare
che infondo io ho voglia di ricominciare?

Smettila, smettila di gridare, 
questo rumore mi fa male
non sono una figlia da minacciare
ma sono una donna, una donna da amare.

Ti lamenti di una camera disordinata
piena di quei libri che mi hanno consumata
in cui io ho scritto dentro che non vorrei essere mai nata
ma tu te ne freghi e dici "sei imbranata"
Tu pensi che quello sia un quaderno vuoto
ma dentro c'è la vita del mio nome ignoto

E' un quaderno in bianco e nero come un muto
è un quaderno con domande strappato ed abbattuto
che probabilmente non mi è mai appartenuto.